Biografia

Pinar e’ un’attivista femminista, antimilitarista e per la difesa della pace in Turchia. Basa la sua vita professionale e privata sull’idea che “la pratica e’ la base della teoria”.
Nasce nel 1971 a Istanbul, si diploma nel liceo francese Notre dame di Sion e si laurea con onorificenze presso il Dipartimento di Sociologia dell’Universita’ Mimar Sinan.
Nel 1996 viene pubblicata da Belge Publishing la sua traduzione-selezione Ya Basta-Artık Yeter,  dedicata ai movimenti indigeni del Messico.
La sua tesi di Master viene pubblicata con il titolo Maskeler, Süvariler, Gacılar-Ülker Sokak: Bir Dışlanma Mekânı [Maschere, Cavalieri, Gacias, via Ülker:  un luogo di emarginazione] (1ª edizione:  2001, Aykırı Publishing, 2ª edizione: 2007, Istiklal Publishing).
I risultati accademici di Pınar Selek sono frutto di un atteggiamento appassionato e di una visione idealistica che la spingono continuamente al coinvolgimento personale nelle vite delle persone oggetto delle sue ricerche.
Così, per esempio, dopo aver terminato la sua tesi, Pınar si prende cura dei ragazzi di strada e dei travestiti con cui aveva lavorato e insieme a loro istituisce il Laboratorio degli Artisti della Strada. Grazie a questa iniziativa artistica, sia i ragazzi di strada che i travestiti trovano un modo di prendere parte alla vita sociale.
Pinar impronta la sua vita alla denuncia della guerra e ad una lotta attiva contro ogni forma di violenza; partecipa a numerose conferenze, workshop e seminari sul genere, il militarismo, la violenza, l’ecologia, i media, i ragazzi di strada e i gruppi sociali marginalizzati.
Pubblica numerosi articoli su questi temi in diversi giornali, riviste e in pubblicazioni scientifiche.
Nel 2001 e’ una delle fondatrici del collettivo femminista Amargi con cui organizza incontri di donne a Diyarbakir, Istanbul, Batman e Konya. Attualmente ne è membro attivo e dal 2006 lavora come editrice e coordinatrice della rivista femminista Amargi. È anche co-fondatrice della prima libreria femminista della Turchia, Amargi, aperta al pubblico dal 2008 e ne coordina fino ad oggi il gruppo di lettura e di scrittura “Quali porte aprono le nostre esperienze ?”.
Le accuse
Pinar Selek stava finendo la sua ricerca sulle conseguenze della guerra civile in Turchia che per decenni ha causato numerose vittime e sofferenze al paese, quando si e’ vista coinvolta in una cospirazione che la accusava di aver messo una bomba al Bazaar delle Spezie di Istanbul. Trascorre due anni e mezzo in prigione e altri undici anni nelle aule dei tribunali. Benche’ sia stata assolta due volte, Pinar deve ancora rispondere ad attacchi e continue accuse di essere una “terrorista” .
Si batte con l’unica arma che conosce, cioe’ la diffusione del suo sapere, delle sue esperienze e del suo amore per la vita.
Durante questo duro periodo scrive Bariiamadik [Noi non siamo riusciti a riconciliarci], opera incentrata sulle differenti lotte per la pace in Turchia (2004, Ithaki Publishing), e Sürüne Sürüne Erkek Olmak [Condurre una vita da cani: la mascolinita’] (2008, iletiiim Publishing), sulla virilita’ nel contesto del servizio militare.
Pubblica anche un libro di racconti intitolato Damlasi [Goccia d’acqua] (2008, Özyürek Publishing).
Ancora oggi, la lotta di Pinar Selek continua e più di 4300 persone le portano sostegno. Intellettuali  come Orhan Pamuk e Yaşar Kemal, scrittori/trici, registi/e di cinema e teatro, giornalisti/e, avvocati/e, attivisti/e, accademici/he, ovviamente molte donne, continuano ad esprimere la propria solidarietà a Pınar Selek con un messaggio comune: “Siamo testimoni della posizione di Pinar Selek per la non-violenza”.

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