Mercoledì 18 aprile 2012 dalle 19.30 alle 23.00 alla Maison des Syndicats di Strasburgo

Dopo il porcesso del 7 marzo 2012, continua la tortura psicologica contro Pinar Selek. Nonostante le tre assoluzioni, continua l’accanimento giudiziario, con un nuovo procuratore che s’interessa del caso e torna a chiederne l’ergastolo. Il processo è rinviato al 1 agosto 2012.
I procuratori non vogliono lasciar tranquilla Pinar, e noi continueremo a sostenerla con la nostra solidarietà.
Insieme a Pinar, interverranno:
- Karin Karakaşlı (Ecrivaine, journaliste, maitre de conférences)
- Akın Atalay (Avocat de Pinar Selek mais aussi du journaliste Ahmet Şık)
- Alp Selek (Avocat et père de Pinar Selek) o Oral Calışlar (journaliste et chroniqueur du journal Radikal)
- Zeynep Direk (Professeur Dr. Philosophe, écrivaine, membre de l’association féministe Amargi)
- Barbara Lauchbihler (Députée Européenne et Présidente des droits de l’homme du parlement européen) (sous réserve de confirmation)
- L’Université de Strasbourg, qui animera la table-ronde)
- Hélène Flautre (Députée Européenne, Présidente de la Délégation à la commission parlementaire mixte UE-Turquie et de la Sous-commission des Droits de l’Homme du Parlement européen)
- Alexandra Pomeon ou Martin Pradel (Responsable du programme et avocat « Observation pour la protection des défenseurs des droits de l’Homme de La Fédération internationale des ligues des droits de l’Homme (FIDH))
- Samim Akgönül (Historien et politologue, Maître de Conférences à l’Université de Strasbourg, qui animera la table-ronde)
Pour plus d’information et contact : ASTU 13a, rue du Hohwald 67000 Strasbourg Tél. 03 88 32 98 32 / E-mail : astu@astu.fr

 

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Il processo del 7 marzo : le prospettive non sono buone

Il prossimo 7 marzo, la sociologa e scrttrice femminista Pinar Selek deve nuovamente passare in giudizio davanti alla Corte d’Assise di Istanbul.Questo processo doveva aver luogo in Settembre ; ufficialmente, è stato rimandato a marzo per ragioni « tecniche » di procedure. Ci fa riflettere questa nuova peripezia alla luce degli arresti fatti in Turchia, in ottobre, dicembre e gennaio scorsi.

Ricordiamo che Pinar Selek è stata arrestata nel 1998 in seguito ai suoi lavori sociologici sull’impegno di attivisti nel PKK. Torturata per rivelare i nomi delle persone che aveva intervistato, lei non ha parlato. E’ stato montato contro di lei una accusa di complicità in un attentato con bomba ( processo del <Mercato egiziano>, luglio 1998) e richiede una pena pepetua in prigione. E’ stata prosciolta nel 2000, liberata, poi nuovamente incolpata e giudicata nel 2006 e 2011, ed ogni volta prosciolta. Ogni volta, il pubblico ministero rilancia la macchina giudiziaria facendo appello. Un nuovo processo doveva aver luogo nel settembre 2011; è stato rinviato per ragioni <tecniche>, il dossier non era stato trasmesso alla Corte di Cassazione. E’ quindi il 7 marzo 2012, che Pinar Selek sarà nuovamente giudicata. Pinar Selek, dopo aver subito la tortura e la prigione, subisce una tortura psicologica da più di tredici anni. E’ vittima di un accanimento giudiziario, a dispetto della Convenzione europea dei diritti umani di cui la Turchia è firmataria. Minacciata di arresto, ha dovuto sciegliere l’esilio. Le autorità giudiziarie rifiutano di prendere in considerazione i tre proscioglimenti successivi e rifiutano di prendere in considerazione gli esperti che sollevano Pinar Selek dalle accuse di terrorismo.

Per il processo del 7 marzo, le prospettive non sono buone.

Da settembre, le ondate di arresti si sono succedute, toccando centinaia di persone : studenti, ricercatori, giornalisti, editori, univrsitari. La guerra nel sud-est del paese serve da pretesto a una repressione di un’ampiezza mai vista dal colpo di Stato del 1980. E’ possibile che nuove accuse – immaginarie – siano utilizzate contro la sociologa, per prolungare indefinitamente l’accanimento giudiziario.

Perchè un tale accanimento ?

Noi pensiamo che il potere giudiziario voglia dare l’esempio. Pinar Selek è un’intellettuale e una militante che non si è mai conformata; ha sempre scelto di lottare e di lavorare sui e con i diseredati, gli oppressi, gli oppositori. Lei è emblematica di una ricerca libera e indipendente, che non si piega alle ingiunzioni del potere. Nella caccia senza fine, nella costrizione all’esilio per le minacce di arresto sempre reali, si cerca non solo di scoraggiarla, ma anche di scoraggiare ogni velleità di lavoro intellettuale e di prese di posizione che rimetterebbe in causa il falso consenso cimentato da un nazionalismo esacerbato. Ogni società ha le sue tecniche di controllo sociale. Nel < modello turco> che è proposto ai paesi arabi, gli oppositori sono stigmatizzati come <traditori> e <terroristi>, avendo l’effetto di gettarli fuori dalla comunità, e di creare un’atmosfera di vendetta proprizia alla calunnia, all’aggressione fisica, o addirittura all’assassinio, come ne è stato vittima Hrant Dink nel 2007. Pinar Selek non ha ceduto sotto totura fisica, e tiene testa alla tortura psicologica. Per lei stessa, per la libertà di pensiero e di opinione in Turchia, per tutti gli altri imprigionati, dobbiamo sostenerla !

Collettivo di Solidarietà con Pınar Selek- Francia

 

 

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Continua la tortura per Pinar Selek

Abbiamo saputo dalla stampa turca che il procuratore Nuri Ahmet Saraç, che esercitava presso la dodicesima camera criminale di Istanbul, è stato trasferito.
Così il processo della sociologa Pinar Selek sarà ormai nelle mani del nuovo procuratore Mehmet Ali Uysal.
La nuova udienza avrà luogo il 28 settembre.
Le minacce contro Pinar Selek continuano.
Malgrado la perizie scientifiche che la discolpano totalmente e malgrado tre assoluzioni pronunciate dai giudici, non si sa quanto tempo durerà ancora il processo.
In una nebbia giuridica, sempre con il rischio di essere arrestata, Pinar Selek è stata costretta ad andare in esilio fuori dalla Turchia.
Il caso non si è chiuso con l’assoluzione pronunciata il 9 febbraio scorso; l’accanimento è continuato, impedendo a Pinar Selek di ottenere giustizia in tempi ragionevoli. In maggio il procuratore aveva di nuovo richiesto l’arresto di Pinar Selek, cosa che i giudici hanno rifiutato. La decisione finale era stata rinviata al 22 giugno e poi al 28 settembre. Fino ad ora, il procuratore Saraç ha provato a servirsi di tutti i mezzi giuridici che potevano permettergli d’incolpare nuovamente Pinar Selek.
Dopo essere stata imprigionata e torturata, Pinar Selek subisce da 13 anni tortura psicologica. Il procuratore Saraç ha tentato di scoraggiarla e di allontanarla dal sostegno dell’opinione pubblica.
In Turchia il ricorso in cassazione è cosa comune ed è un’arma politica del potere. Nei confronti di Pinar è già stata utilizzata due volte in occasione delle precedenti assoluzioni.
Dal punto di vista giuridico Pinar Selek è assolta, ma la minaccia pesa sempre su di lei e nulla è ancora concluso.
Ecco perché, più che mai, la mobilitazione deve continuare. Sosteniamo Pinar, in particolare in vicinanza della data del 28 settembre!
Pinar non è sola!
Pretendiamo per lei un’assoluzione definitiva!
Comitati di solidarietà per Pinar Selek

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22 giugno 2011: aggiornamenti sul caso di Pinar da Yasemin Öz

Care amiche, cari amici,
il 22 Giugno 2011 si è tenuta un’udienza della causa contro Pinar Selek e vogliamo aggiornarvi sui procedimenti.
Dopo la terza assoluzione di Pinar Selek relativa all’attentato nel Bazar delle Spezie, la Corte ha citato Pinar nel Maggio 2011 per avere la sua testimonianza riguardo alla sentenza dell’assemblea Generale della Corte Suprema in materia penale.
La sua testimonianza era solo una procedura poiché lei è stata già assolta per la terza volta.
Nonostante l’assoluzione, il pubblico ministero ha richiesto che Pinar Selek fosse arrestata immediatamente e che le venisse proibito di uscire fuori dal paese. La Corte ha rigettato la richiesta del pubblico ministero ma la sua richiesta ha dimostrato quanto il pericolo che corre Pinar non abbia mai fine.
All’udienza di oggi, la corte di Istanbul ha rinviato il processo perché gli altri sospettati non hanno ancora rilasciato la loro testimonianza per la sentenza dell’Assemblea Generale della Corte Suprema in materia penale.
La Corte deve raccogliere le dichiarazioni di tutti i sospettati prima di prendere una decisione in merito alla sentenza dell’Assemblea Generale della Corte Suprema in materia penale. La prossima udienza è fissata per il 28 Settembre 2011.
Questo processo legale senza fine non ci permette di fermare la tortura contro Pinar. Speriamo che un giorno noi tutti-e con la nostra solidarietà fermeremo questa tortura. Continueremo ad informarvi sui futuri sviluppi.
Ancora una volta vi ringraziamo veramente tanto per la vostra solidarietà.
 
Cordiali saluti,
Yasemin Öz

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CRONOLOGIA DEL PROCESSO

CRONOLOGIA DEL PROCESSO

9 Luglio 1998 Esplosione al Mercato delle spezie di Istanbul
11 Luglio 1998 Rapporto della polizia: “Non è una bomba“.
13 Luglio 1998 Secondo rapporto della polizia sul luogo dell’accaduto “Non è una bomba“.
14 Luglio 1998 Rapporto del laboratorio criminale: “Nessuna pista riconducibile ad una bomba“.
20 Luglio 1998 Rapporto finale della polizia sull’indagine in loco: “Non è una bomba“.
15 Agosto 1998 Deposizione resa da uno dei presunti colpevoli, Abdülmecit Öztürk, alla polizia: “Abbiamo preparato l’attentato con Pinar Selek”.
18 Agosto 1998 Deposizione di Abdülmecit Öztürk, presso il procuratore della Repubblica: “Non conosco Pinar Selek. Ho reso la mia deposizione alla polizia sotto tortura.” 

Öztürk è pregato di attendere 15 minuti nella stanza adiacente per rendere in seguito la sua seconda deposizione: “Mi dispiace. L’abbiamo fatto insieme”.

2 Novembre 1998 Rapporto della perizia dell’ufficio del procuratore:” Vi sono dei residui di nitrocellulosa. Probabilità di bomba”.
14 Aprile 1999 Dichiarazione di Abdülmecit Öztürk nel corso dell’udienza: “Non conosco Pinar Selek“.
5 Luglio 1999 Dichiarazione resa nel corso dell’udienza da parte del perito nel quadro dell’inchiesta in loco: “Se l’esplosione fosse stata dovuta ad una bomba ci sarebbe stato un buco di almeno 50 cm. Non abbiamo constatato un tale danno. Vi è una forte probabilità che sia un’esplosione dovuta al butano”
15 Giugno 2000 Rapporto del Presidente della facoltà di chimica analitica dell’Università di Istanbul Reşat Apak: “La nitrocellulosa si trova in molti prodotti, non è una prova di bomba”
27 Luglio 2000 Rapporto del dipartimento di medicina legale dell’Università di Merdicina Cerrahpaşa: “Una bomba simile è impossibile, un rapporto che dice che è una bomba non può essere una constatazione scientifica
21 Dicembre 2000 Rapporto di tre professori universitari interpellati dal tribunale in qualità di periti: “Assolutamente non si tratta di una bomba, si tratta di una fuga di gas butano
22 Dicembre 2000 Pinar Selek è liberata in seguito a numerose perizie.
13 Aprile 2001 La prefettura di polizia invia un rapporto non firmato nel quale si cita: “L’esplosione è dovuta ad una bomba”. Senza nessun precedente dal punto di vista giuridico poichè il tribunale non aveva fatto domanda e la prefettura di polizia non aveva quindi l’autorità per farlo.
4 Luglio 2002 La perizia, preparata malgrado una nota del Comando della gendarmeria, riguardante il fatto che le persone non esperte in bombe possano esprimere una opinione su un caso, diceva: “bomba”
10 Luglio 2002 Rapporto della Professora İnci Gökmen, esperta interpellata dal tribunale: “Fuga di gas in modo definitivo“.
21 dicembre 2002 Rapporto della commissione sull’elettricità dell’Università del Medio-Oriente: “Si tratta assolutamente di una fuga di gas “.
28 dicembre 2005 Malgrado tutte le perizie e le testimonianze, il procuratore chiede la condanna all’ergastolo.
2006 Sentenza del tribunale: “Poichè la fonte dell’esplosione rimane incerta, non vi sarà alcuna condanna“.
2006 la IX sezione penale della Coerte d’appello ha rovesciato la sentenza del tribunale sottolineando che era indispensabile arrivare ad una sentenza formale.
Giugno 2006 La XII sezione della corte d’Assise di Istanbul ha deciso di assolvere Pinar Selek per mancanza di prove materiali contro di lei.
17 aprile 2007 Il Procuratore della Repubblica ha presentato appello e la 9^ camera penale della Corte di Cassazione ha invalidato la decisione di assoluzione.
23 maggio 2009 La XII Corte d’Assise ha rinnovato l’assoluzione.
10 marzo 2009 La IX camera penale della Corte di Cassazione rifiuta di nuovo la decisione di proscioglimento concernente Pinar Selek, K.F. Sevgi, Öztürk, Yağav, Öztür ed approva il proscioglimento di A. Öget e di İ. Kaya. La corte chiede 36 anni di carcere per Pinar Selek accusandola di far parte del PKK e di aver commesso il fatto.
2009 Il Procuratore generale della Corte di Cassazione contesta la decisione della IX camera penale della Corte di Cassazione dinanzi all’assemblea penale generale della Corte di Cassazione.
9 febbraio 2010 L’assemblea penale generale della Corte di Cassazione condanna Pinar Selek rifiutando la contestazione del Procuratore generale della Corte di Cassazione con 17 voti contro 6 e di rimettere il caso alla XII sezione della Corte d’Assise.
9 febbraio 2011 La XII Corte d’Assise di Istanbul non riconosce alcuna imputazione, Pinar Selek è prosciolta per la terza volta.
11 febbraio 2011 il Procuratore della Corte di Cassazione rifà appello per la terza volta. Le motivazioni dell’appello non sono state ancora annunciate e la data della sentenza non è stata ancora fissata.

 

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Immagini del 9/02/2011

Gr del 9/02/2011
#pinar-seleke-3-beraat.html

 

CNN-Turchia: intervista Pinar Selek il 9/02/2011 dopo la sua assoluzione
pinar-selek-beraat-kararini-cnn-turk-degerlendirdi

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Immagini dell’arresto di Pinar Selek

Gr con immagini dell’arresto di Pinar Selek dopo l’esplosione al bazar delle spezie di Istanbul

#adalet-sucsuz-dedi.html

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Un tema imposto..

Il Ministro turco dell’Educazione Nazionale, in un documento inviato il 14 aprile 2003 alle scuole elementari e medie della Turchia, domandava l’organizzazione da parte dei direttori, di conferenze e di racconti di testimonianze che dimostrassero che la Turchia non ha mai sterminato le sue minoranze. Domandava in particolare agli alunni di redigere dei temi sull’argomento della « lotta contro le accuse di genocidio ». In questi temi, il ministro vieta formalmente l’utilizzo di alcune formule, come « è possibile che i Turchi abbiamo ucciso degli Armeni » e domanda che siano sotituite da altre che presentino i fatti come una necessità davanti ai « massacri compiuti dagli Armeni ».
Davanti a questa iniziativa del ministro, Pinar Selek ha scelto l’umorismo noir. Si è messa al posto di una alunna delle elementari per scrivere il tema seguente. Continue reading

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Appello di Pinar Selek alla 12a corte d’assise di Istanbul in data del 17 Maggio 2006.

Un tema imposto..
Il Ministro turco dell’Educazione Nazionale, in un documento inviato il 14 aprile 2003 alle scuole elementari e medie della Turchia, domandava l’organizzazione da parte dei direttori, di conferenze e di racconti di testimonianze che dimostrassero che la Turchia non ha mai sterminato le sue minoranze. Domandava in particolare agli alunni di redigere dei temi sull’argomento della « lotta contro le accuse di genocidio ». In questi temi, il ministro vieta formalmente l’utilizzo di alcune formule, come « è possibile che i Turchi abbiamo ucciso degli Armeni » e domanda che siano sotituite da altre che presentino i fatti come una necessità davanti ai « massacri compiuti dagli Armeni ».
Davanti a questa iniziativa del ministro, Pinar Selek ha scelto l’umorismo noir. Si è messa al posto di una alunna delle elementari per scrivere il tema seguente. Continue reading

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Il processo a Pinar Selek è un processo politico

Di seguito pubblichiamo la lettera di Yasemine Öz avvocato di Pinar Selek, ricevuta il 24 Marzo 2011

“La Procura ha presentato appello contro la terza assoluzione che la Corte aveva pronunciato a favore di Pinar Selek, e questo, ancora una volta, ha creato una situazione ambigua.
Fermiamo insieme questa tortura! Continue reading

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